Biografia

Sono nata, vissuta e tornata a vivere in quel posto “tanto somigliante al Paradiso, da confondere gli angeli nel loro volo” che è la Regione Marche, nel mio caso il Preappennino maceratese tellurico percorso da acque dolci: è qui che si crea, in ascolto del Mondo, ma al riparo da esso, “con la netta sensazione che la vita si svolga altrove, per poi scoprire che la si è persa in tutto ciò che si è lasciato”.

Avevo sette anni quando ho avuto il violino in mano per caso e poi sentito che mai nella vita avrei fatto altro, ho studiato interrogandomi e suonato un po’ dovunque, poi ho iniziato a cantare e a scrivere.

Ho frequentato il Conservatorio di Pesaro, ove ho conseguito il Diploma Accademico di II Livello in violino e in didattica del violino con il massimo dei voti. Dopo aver frequentato anche l’Accademia del Teatro Alla Scala di Milano, l’Accademia d’alto perfezionamento di Pinerolo e i Ferienkurse fur Neue Musik di Darmstadt e altro, ho girato per parecchi anni l’Italia e la Germania per il perfezionamento.

Ho lasciato la professione d’orchestra (nella Fondazione Orchestra Regionale delle Marche) perché non era la mia dimensione del fare musica e mi sono dedicata allo studio delle avanguardie artistiche nel gruppo di Stefano Scodanibbio, attraverso progetti miei e collaborazioni felici come quella con l’attore regista Maurizio Boldrini. Poi ho incontrato Ulises Passarella e sono diventata il primo violino solista di tutti i suoi ensemble, tutt’ora lo sono ed è una collaborazione che va avanti da più di vent’anni.

Ho al mio attivo prime esecuzioni assolute, registrazioni per Radio RAI 3 e Radio Vaticana, presenze significative in festival e sale che è impossibile elencare perché di fatto la mia attività inizia a soli sedici anni.

Quelli che ho nel cuore sono la Rassegna di Nuova Musica, Itinerari d’Ascolto, Camerino Festival Gioventù Musicale, Sala Sinopoli del Parco della Musica, la stagione dell’Istituto Campana, Rassegna di Castagno d’Andrea, AMA Calabria, Orangerie di Darmstadt, Istituto di Cultura Italo Latinoamericana e tutti i concerti e le tournée, in Italia e all’estero, la Turchia ho nel cuore, Istanbul in particolare.

Sono stata direttrice artistica di diversi progetti di studio e restituzione circa la storia e la presenza artistica delle donne per Terra dei Teatri Provincia di Macerata, ho scritto musica per il teatro e la danza in autonomia e insieme al chitarrista Marco Monina, con il quale collaboro stabilmente da più di due lustri.

Negli ultimi anni ho deciso di apprendere anche la pratica del mandolino classico napoletano e del violino barocco entrando nella prassi filologica sotto la guida del M° Alessandro Ciccolini, con il quale ho la grazia di suonare in diverse formazioni.

E poi canto, perché il canto è l’attività delle persone felici e delle persone che amano, canto per la liturgia, per il mio teatro e anche per dare voce alle lotte sociali. Scrivo testi da anni, diciamo da sempre. Convinta che occorra una conoscenza analitica e profonda del mondo per poterlo rappresentare artisticamente, parallelamente alla formazione e all’attività musicale e teatrale (ho studiato anche al Dams di Bologna) ho coltivato l’insegnamento del violino rigorosamente nella scuola pubblica e popolare, studi di sociologia presso l’Ateneo urbinate e un intenso impegno sociale che mi ha indotta a formarmi sulle politiche di genere presso la Facoltà di Scienze politiche di Macerata e circa le politiche scolastiche presso la Facoltà di Scienze della Formazione conseguendo Master di II Livello. Per l’impegno in diverse associazioni attive nell’ambito dei diritti umani e delle donne, l’incarico (assolto) di Commissaria per le Pari Opportunità nella Regione Marche e quello in essere di componente del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione eletta nella lista Flc Cgil, ho ricevuto frequenti inviti a scrivere articoli (di recente per Il Fatto Quotidiano Online e Sinistra Sindacale) e relazioni per le platee.

Da un punto di vista narrativo tuttavia concepisco poco una scrittura mia che resti sedimentata sulla carta e sento l’esigenza di portare sulle assi di legno del palcoscenico, ove sono cresciuta, le mie storie, la mia proiezione, le vite delle persone che incontro, la musica che attraversa i secoli e rinnova la propria potenza in un mondo sovraccarico di suoni che ha bisogno di luoghi e tempi per scegliere quali ascoltare e di quali nutrirsi.

Mi ostino a vivere francescanamente con la mia famiglia nell’entroterra maceratese tellurico, di cui porto in me ogni tratto.